giovedì, marzo 28, 2013

Crossover

Che periodo strano;
gli intrecci con le vite degli altri si stanno facendo sempre più fitti, alcune amicizie passano in secondo piano altre iniziano a formarsi, altre ancora tentano di invadere prepotentemente la mia vita proprio in un momento in cui il timoniere della mia nave è stato legato imbavagliato (e voci non confermate parlano addirittura di stupro).
Mi sento in balia degli eventi, in balia delle persone, storie che si accavallano,eventi al di fuori del mio controllo, menzogne che mi si rivelano altre che continuano a essermi nascoste (o che chi me le propone è convinto mi siano celate).
Ho sempre avuto tra i pregi quello di separare lavoro e vita sociale perchè in un certo qual modo riuscivo a trovare equilibrio una volta nell'uno una volta nell'altro (quando non ero in quella situazione idilliaca per cui entrambi erano in trend positivo), ma in questo periodo la situazione è devastante su tutti e due i fronti e io rischio il tilt, teso come una corda di violino non riesco più a celare il mio disgusto per molti discorsi che sento, discorsi montati su valori e principi artefatti e in cui nessuno dei ciceroni crede.
Non tollero più che a lavoro si pretenda professionalità attenzione e capacità e queste non vengano riconosciute perchè... "siamo in crisi abbassa la testa" .... prima di abbassare la testa abbasso lo standard!
Non tollero più che nel privato mi si parli di rispetto di qualsiasi valore fosse anche la puntualità e poi non si rispetti nulla di quello che si idealizza o si pretende dagli altri.
E che succede? Le soluzioni che mi si presentano sono solo due, monto il sorriso finto quello del sorrido anche se sto male oppure vado in tanatosi.
La soluzione del "sorrido anche se sto male" non la userò mai, se sto male lo dico, pretendo che si sappia troppe volte sono stato in silenzio in passato chiedendomi perchè non mi si aiutava, sono infettivo più del maltempo per un metereopata, se sto male a lavoro lo faccio presente a lavoro se sto male nella vita privata lo faccio presente a chi fa parte della mia vita privata! La paura di mostrarsi deboli per essere valutati tali è da vigliacchi e deboli (straordinariamente un controsenso ma è così), e io così non mi ci sento più  quindi sia a lavoro sia nella vita privata in questo periodo investo le persone (soprattutto le viscide) con "l'inverno del mio malcontento".
E allora quando sono li li per rischiare il tilt vado in tanatosi, che io sia immezzo a una folla o che sia a casa da solo, dato che la mia attuale immobilità non mi permette di ricercare la cara vecchia montagna, dai su proponetemi fottutissime soluzioni con treni e pullman che ho dei fanculo belli caldi e non ho paura di usarli, mi isolo, il rumore di fondo diventa totalmente impercettibile e nella mia mente rivivo tutti quei paesaggi tranquillizanti e spettacolari che ho visto durante le tante mie escursioni.
Il relax della vista sul lago di como dal alto, il divertimento sulla neve nei boschi mentre si ciaspolava e tanti ricordi a cui mi aggrappo per trovare quella pace interiore che in questo momento sento rifuggire.
E tra un paesaggio e l'altro emerge l'amico che mi chiede cosa ho dopo aver fatto un discorso da ceffoni, il collega che mi fa notare che non sono concentrato, un vicino che grida per qualche cazzata e io, pazzo, interagisco il minimo possibile e mi ributto in quelle immagini così energizzanti come quando si fa dello snorkeling, l'orribile realtà ricompare giusto il tempo di una boccata d'aria e poi si ritorna all'esplorazione.
E' un momento passerà, potrebbe migliorare o peggiorare di certo so che non perdurerà a lungo (comunque troppo).
Verrò a capo di questo garbuglio di conoscenze, vita privata e vita lavorativa e se così non sarà .... mi ritufferò nei ricordi piacevoli e rilassanti e lascierò andare in secondo piano tutto, perchè io valgo (anche se non uso Loreal).
Chissà se in giro per il mondo non sono l'unico ad avere questi ricordi rassicuranti a cui aggrapparsi nei momenti bui, se devo usare il passato lo uso come carica e non come ancora e adesso torno a tentare di liberare il timoniere;

Neve

domenica, marzo 17, 2013

88 miglia orarie

Tra le mie filosofie c'è che il passato è passato, non bisogna stare troppo a rimuginare sulle infinite possibilità che ci ha fatto perdere una determinata scelta che abbiamo fatto, ed è per questo che non dico mai (ammetto che alle volte lo penso ma non lo dico mai) "se solo quel giorno avessi/non avessi ....", perchè la scelta che ho preso quel giorno non è più modificabile, è inutile immaginare quello che io chiamo l'albero delle possibilità di eventi passati, tutti i rami di quel albero sono stati recisi a favore di quello che stiamo vivendo, sarebbe come guardare un palazzo e dire "guarda che bel bosco che c'è li" immaginandoci un lussureggiante verde che c'era nel medioevo.... roba da pazzi.
In sti giorni però il passato sta tornando prepotente nel mio presente mettendo in dubbio il mio futuro, tante date che si mischiano per scuotere l'albero della mia vita e rendermi poco chiaro quello che mi aspetta in futuro.
Turbinio temporale, 17/09/1984, 18/03/2003, 11/05/2009, 21/07/2009, 05/08/2009, 16/03/2013 immagini di luoghi, persone, frasi, tutto si mischia in un frullato emotivo che mi lascia spaventato e pensieroso perchè per una volta quello che succederà in futuro non è sotto il mio controllo ma lo decideranno altri, medici per carità ma sempre gente esterna che per quanto abbia studiato di me e della mia vita non sa nulla e, contrariamente a quanto ci fanno credere i telepolpettoni a cui siamo abituati, di quello che sarà la mia vita a seguito della loro decisione non fregherà nulla.
In tutto questo per una volta sono io a cercare qualcuno con cui parlare, magari sfogarmi ma sembra che tutti quelli che cerco non ci siano o non abbiano tempo, sono in una bolla solo con i miei dubbi, solo con i miei mille se,  sono il primo a essere logicamente consapevole che nessuno potrà togliermi i dubbi o rassicurarmi più di tanto, ma ho di nuovo quella voglia di urlare e per una volta vorrei che il vento non fosse l'unico a sentirmi.
Avete letto fino a qui, vi sarete immaginati chissà quale grosso problema ma prima di andare avanti voglio rassicurarvi (e magari farvi smettere di perdere tempo) che il mio problema riguarda il rinnovo della patente (avete notato che due date erano a  distanza di circa 10 anni l'una dall'altra?).
Tutto inizia il 17/09/1984 quando per caso o per desiderio come capita a tutti venni al mondo, un bambino come tanti, che assomigliava a una patata come tutti i bambini (si ok c'è sempre la gara per decidere se un bambino assomiglia al papà o alla mamma, per me un bambino assomiglia a una patata quindi o uno dei due genitori è un tubero oppure bisogna aspettare qualche anno per notare le prime somiglianze).
Un bambino come tanti già.... ma con un piccolo regalo nascosto nei neandri del suo cervello, il riempipannolini Neve non lo poteva sapere e lo avrebbe ignorato ancora per molto tempo ma qualcosa nella sua scatola cranica non era stato montato in maniera corretta e come una bomba a orologeria un timer partì, tic tac, silenzioso e letale, aveva iniziato il suo conto alla rovescia.
Il bambino cresce, diventa ragazzo affrontando i tipici problemi dell'adolescenza (e anche qualcuno in più, un sentito grazie al fato!) e arriva al suo diciottesimo compleanno.
Se questa fosse una fiaba ora arriverebbe il colpo di scena con la strega cattiva, il perfido mago o chi per lui, ma questa non è una fiaba questa è la mia vita, una vita come tante e a 18 anni l'unica cosa di rilevante che successe è che presi la patente (con qualche mese di ritardo, non ho mai avuto fretta di automunirmi, la mia vita era comodamente a portata di gambe ai tempi).
Ed ecco che giunge il 18/03/2003 nonostante una partenza con il freno a mano tirato (l'emozione) l'esame di scuola guida va bene (anche perchè ho fatto l'unico parcheggio a L in salita della mia vita, dato che solo un'esaminatrice donna poteva partorire l'idea di fare un parcheggioa L su una salita) e ottengo la mai preziosissima patente che conservo tutt'ora con quella foto di me ciccionissimo che non viene mai riconosciuta le rare volte che vengo fermato.
tic tac tic tac l'orologio del timer corre, e nel frattempo corre anche la mia vita, eccomi diplomato, e quindi all'università, una facoltà inutile che però ha avuto il pregio di farmi conoscere belle persone che in un modo o nell'altro hanno significato e significano tuttora molto. Mi laureo (con un po di fatica, ma quando una laurea che dovrebbe formarti all'informatica contiene una disgustosa percentuale di elettronica superiore al 1% uno che odia la seconda materia si demoralizza un po.... inoltre alle solite, anche se sembra una scusa banale, alcuni fattori esterni hanno reso la mia concentrazione e resa allo studio leggermente carente).
09/2008 trovo lavoro in un'azienda su cui non mi dilungo (ci lavoro tutt'ora e qualsiasi cosa direi potrebbe essere usata contro di me, soprattutto dato che ho poco di positivo da riferire) e la bomba celebrale inizia a surriscaldarsi, benedetta fu la quantità di lavoro che probabilmente ha fatto innescare qualcosa di meno rischioso della deflagrazione a cui era destinato il timer.
11/05/2009 il giorno in cui conobbi la paura, quella vera, quella che ti fa pensare alla morte e oltre alla paura di quel giorno la seconda cosa che mi torna in mente è la parola (che poi è molto più di una parola) "Pastore", finii prima di lavorare quel giorno, uno dei miei soliti mal di testa, fatto di capogiri e una forte fotosensibilità, come al solito mi scusai della cosa con il mio capo e me ne andai a casa maledicendo quello che credevo, appunto, essere uno dei soliti mal di testa.
Arrivato a casa trovai mia madre, intenta a parlare con un ospite (la Emma cugina di non so quale grado con mio padre, è strano ricordo ogni dettaglio di quel maledetto pomeriggio), ricordo che anche mia madre definì quel mal di testa il mio "solito" mal di testa e mi portò a letto, chiedendomi se per caso avessi mangiato qualcosa di strano o di particolarmente difficile da digerire (di solito mal di testa e vomito andavano a braccetto) e io dissi di no, che avevo mangiato l'insalata di riso che mi aveva fatto (ed era così).
Mi sveglio più tardi nuovamente mia madre portandomi una borsa dell'acqua calda perchè vedeva che tremavo e dicendomi che sarebbe passata più tardi con una medicina.
Passò il tempo e al posto di mia madre ecco mia sorella, il mal di testa era feroce e lei mi porgeva la medicina solita che prendevo in caso di mal di testa (strano a dirsi, una medicina che ho preso per anni e di cui ora non ricordo il nome) la ringraziai e di nuovo lei mi disse mentre io mi fasciavo la testa con il cuscino che sarebbe passata più tardi per portarmi una camomilla, ma la bomba stava fondendo e da li a poco sarebbe esploso il panico.
Riaprii gli occhi mia sorella aveva la camomilla le feci un cenno tra i dolori di lasciarla sul comodino, un cenno, non parlai ... poi lei mi disse qualcosa e io provai a risponderle, quel che venne fuori fu una sequela confusa di parole e su tutte mi ricordo solo "pastore", diavolo me ne resi subito conto anche io che quello che dissi non aveva senso e tentai di ripetermi, il viso di mia sorella sempre più confuso per le mie frasi senza senso mi fece piombare nella disperazione, chiesi aiuto, cercai almeno, ma di nuovo uno sbiascichio di parole e su tutte "pastore", mia sorella usci dalla camera e andò a chiamare mia madre, per me fu il panico, non riuscivo a farmi capire, io cresciuto convinto che l'informazione fosse tutto non riuscivo a comunicare, mi sentii mancare e probabilmente svenni, mi risvegliarono le telefonate di mia madre ad amici dottori e quindi il vociare ancora confuso degli infermieri della croce rossa, continuavano a farmi domande, ma anche la più semplice non aveva risposta, "pastore" quella era l'unica parola che tornava prepotente e senza significato alcuno il resto era una sequela di (e cito dal referto medico) "disturbo dell'eloquio" i ricordi a questo punto si fanno confusi, tra panico e paura non riesco a riunirli tutti, ricordo che mi fecero un TAC e mi chiesero di spostarmi dal lettino al loculo per la TAC, ricordo il dottore che mi svegliava e mi faceva domande a cui continuavo a non riuscire a dare risposta,  ricordo di aver sognato per la prima volta la stanza bianca (e di questo non so se mai ve ne parlerò, l'ho confidato a pochi e ne conosco anche il significato inconscio quindi non ho bisogno di pareri vari). Ricordo che mi ripresi verso le 3 del mattino quando il dottore finalmente ebbe una risposta alla sua serie di domande ridicole:
"come ti chiami?", "Davide",
"sai dove ti trovi?", "all'ospedale temo"
"quando sei nato?","il 17/09 assieme a mia sorella"
"che giorno è oggi?","Lunedì"
"si ma il numero?","Passo la giornata a emettere polizze variando date per vedere cosa succede in un'annualità, ho un mal di testa che mi sta distruggendo non le basta lunedì come risposta?" (Neve viene sempre fuori)
e ricordo il viso di mia madre, disperato quando il medico le comunicò che avevano trovato quella fottuta bomba nel cervello e che era nota scentificamente come cavernoma paraventricolare destro, una sequela di parole che per me non avevano senso ma che da quel giorno si sarebbero piazzate nella mia memoria.
Da quella sera i discorsi sulla mia salute si incrementarono, tanti bla bla, tanti quest'ospedale è meglio di questo e poi io che presi la decisione, l'operazione di doveva fare e l'ospedale prescelto sarebbe stato quello di Novara e non mi interessava se a Pisa operavano meglio, se a Bologna la mensa era migliore, se a Bari si moriva vista mare, poche cancie se dovevo tirare le cuoia lo volevo fare vicino a casa (e vi assicuro che il ragionamento fu veramente quello)
21/07/2009 entrai all'ospedale Maggiore di Novara, esami preparatori, firma del consenso informato (ricordo ancora il discorso del anestesista e chirurgo, "dunque lei verà sedato con la sostanza xyz e quindi le verrà pratic..." io:"scusi a questo punto sto dormendo?" anestesista:"si certo l'anestesia sarà totale" io:"ok ne so quanto ne devo sapere, datemi i fogli li leggerò e li firmerò" diedi una scorsa veloce a tutti in misteriosi termini tecnici scritti sul consenso informato, guardai il chirurgo e dissi "io firmo, ma mi garantisca una cosa, o esco da quella sala in grado di muovermi sentire e tutte le cose che do per scontato adesso, o non mi ci faccia proprio uscire!" il chirurgo mi guardo e tentò una risposta, lo zittii e firmai)
05/08/2009 era mattino e ho pochi ricordi, ricordo che ero assonnatissimo perchè il ragazzo in camera con me era preoccupatissimo per un'operazione che doveva fare (un qualcosa al polso, non ricordo ci parlai tutta la notte ma francamente ero più preoccupato per la mia operazione al cervello a rischio paralisi che per la sua operazione al polso a rischio "addio solitari"), mi ricordo l'infermiere che vedendomi teso mi strinse la spalla, ancora oggi non so se lo fece per darmi coraggio o fu un caso ma quel gesto mi calmò profondamente (e che ci crediate o no ho le lacrime agli occhi mentre mi maledico per non sapere ancora oggi chi era quel ragazzo) mi ricordo di essermi sdraiato su quel lettino freddo mi ricordo la frase dell'anestesista che mi disse di contare fino a 10 e mi ricordo la mia risposta: "senta non prendiamoci in gi....." poi buio, mi ricordo il risveglio in terapia intensiva con delle voci indistinte e il fatto di essere ritornato a dormire quasi subito, mi ricordo il secondo risveglio con la voce rotta dall'emozione di mia madre che mi chiedeva se andava tutto bene, mi ricordo che ubriaco di tranquillanti trattai male tutte le infermiere della terapia intensiva, e ancora ricordo la risata di mia madre alla domanda "mamma... ma ho gli occhi aperti?" per la fottuta paura di essere rimasto cieco ricordo quanto stetti bene quando mi rispose: "no sciocco non hai ancora il controllo dei muscoli e i tuoi occhi sono chiusi".
Ricordo la felicità quando la luce mi diede fastidio quando riaprii i miei occhi, ricordo il viso di mia sorella quando tornai in camera, ricordo i miei amici che mi venivano a trovare sacrificando le loro vacanze, ricordo la follia di andare in giro per Novara con tutte le farfalle per i vari tubi ancora ai bracci, ricordo il viso della pannettiera che mi guardava stranito proprio perchè accortasi delle farfalle, ricordo la capo sala che mi insultava per essere sparito senza dire nulla, ricordo la felicità di riuscire a camminare ed uscire da quel fottuto ospedale con buona pace degli infermieri che non sapevano che il motivo per cui uscivo era perchè quel ospedale portava con se brutti e dolorosi ricordi.
Ricordo che con stupore dei medici l'11/08 venivo dimesso in piena forma apochi giorni di distanza da un'operazione al cervello, ricordo le cazzate che feci, il dimenticarmi i farmaci, il bere alchool contro parere del medico che mi seguiva, ricordo quanto in fretta tornai sulla retta via quando finii nuovamente al ospedale a seguito di uno svenimento, ricordo quanto ero felice della mia normalità riconquistata anche se con quei fottuti farmaci da prendere, e ricordo tante altre cose su tutte quella di essere accettato pienamente dai miei amici e dai miei famigliari ,e spero perchè ero e sono una bella persona, non per abitudine, come mi è stato detto recentemente, ferendomi in un modo mai conosciuto, nonostante la mia omosessualità (si la butto li ma non è il perno del post ora come ora).
Ricordo tutte le difficoltà che mi portò il post operatorio, le rinuncie che dovetti fare per rimanere in salute le cose nella lista del "da farsi" che furono spostate nella lista del "sogna", ricordo tutto chiaramente eppure non ci ho mai pensato così tanto come ora.
Perchè in fondo la mia vita è tornata normale, a seguito dell'operazione è anzi migliorata, ho conosciuto l'amore, mi sono dato a molti interessi, ho riscoperto un nuovo Neve, un Neve normale fino a ieri almeno
16/03/2013 una sequenza di imprevisti (piacevoli e non) hanno rimadato la visita per il rinnovo della patente ed eccomi a un autoscuola che come tutti supero l'esame della vista (obbligo di occhiali sto giro, la mia vista si sta lentamente disfacendo) mi sento normale, come mi sento di solito fino a una domanda, tanto banale quanto inaspettata: "lei ha mai subito interventi chirurgici?" io senza pensarci: "si nel 2009 mi hanno operato al cervello" la dottoressa con un'umanità pari a quella di una montagna di sterco fumante appena prodotto alza lo sguardo mi guarda seccata e mi straccia davanti agli occhi la mia richiesta di rinnovo patente: "anche lei, in questi casi ci va il rinnovo tramite commissione medica, sempre che glielo diano" una cattiveria e una furia insensata mi fanno piombare dalla mia vita normale a quella di diversamente abile, quello che ha bisogno di un controllo in pià per avere il pollice in su (errore storico comunque ma non sto qui a sindacare, in realtà molti sostengono che i gladiatori erano salvi quando il pollice era verso, dato che simboleggiava la spada estratta, pollice su, o nella sua elsa, pollice giù).
Ed eccomi qui, alle 20.00 di una domenica sera, dopo aver cercato aiuto in tutti quelli che avevo voglia di sentire a sfogarmi a un pc, tante domande affollano la mia testa, che purtroppo si prepara sempre al caso peggiore, cosa succederà se non mi rinnovano la patente, a me che ho sempre odiato i mezzi pubblici?
Nessuno può dare una risposta certa a una domanda futura venutami nel presente per eventi passati, ma la cosa mi sta lacerando, anzi mi stava, perchè pur con preoccupazione queste mie parole, che forse verranno perse per sempre nel web mi hanno fatto scaricare un po dalle mie paure, spero di non incappare di nuovo nella fottuta stanza bianca dei miei sogni (si lo so è da bastardi continuare a citare una cosa senza dire cos'è ma per una volta permettetemelo).
Vi prego solo di non commentare con frasi banali, perchè che mi sto fasciando la testa prima di essermela rotta lo so bene anche io, e che tutto andrà bene non lo può sapere nessuno.... stasera avevo voglia di urlare, prendete il mio urlo e se volete rispondermi parlatemi piuttosto della gradazione della vodka (di cui avrei una fottuta voglia al momento) ma vi prego nuovamente, niente banalità, non servono a nessuno, non sono servite e non serviranno mai.
Un abbraccio;

Neve

...ah e alla simaptica dottoressa di ieri non mi resta che augurare prima il male alla persona a cui vuole più bene, e poi il male assoluto a lei, perchè si sono buono ma sono anche la persona più malvagia di questa terra quando c'è da maledire qualcuno

mercoledì, marzo 13, 2013

Il doppio prego cinese

Stasera ho levato i calici e ho brindato, ho brindato festoso e allegro al fallimento.
E' così facile festeggiare una vittoria, eppure si dice che sono le sconfitte che ci insegnano qualcosa ma ogni volta hce ci si sente giù di morale per qualcosa o qualcuno si tocca il fondo, si è tristi di una tristezza che si è convinti di passare agli altri.
Negli ultimi tempi mi capita spesso di vivere questa situazione, la crisi economica ha soppiantato una crisi ben più grave che sta devastando il mondo, la crisi umana, sempre più persone sempre più spesso si sentono demotivate e fuori posto, fallite.
Fallite per varie motivi, perchè irrealizzate lavorativamente, perchè si sentono sole, perchè in qualche fottuto modo si sentono sbagliate, e alle volte irrealizzato lavorativamente, solo o fottutamente sbagliato mi sento anche io, anche io sono un fallito.
Ma non vi preoccupate, anzi riempite i calici è tempo del discorso.
Levo il mio calice a tutti quelli che hanno perso la loro occasione, o la stanno ancora aspettando.
Che alzi il suo bicchiere chiunque si è trovato in un angolo di una stanza a chiedersi perchè, questo brindisi è per voi, per noi, per quelli che mentre ramazzano il pavimento sognano di essere grandi ballerini, per chi davanti a un computer rimpiange il sogno del grande programmatore di videogiochi, per chi rincorre il grande amore e non impara ad amarsi, per chi arriva a metà mese e maledice il governo, per chi si sente troppo vecchio per vivere ancora con i suoi genitori, per chi pensa di aver buttato via anni di studio per ritrovarsi con un lavoro inutile o peggio ancora senza lavoro, per chi invidia l'ultima starletta della tv chiedendosi quando arriveranno i suoi 15 minuti di celebrità, per chi maledice quel kilo che proprio non vuole andarsene o arrivare dal totale presentato dalla bilancia, per chi arriva sempre in ritardo anche correndo come un disperato, per coloro che hanno il cuore infranto, per chi riceve lo sfogo immotivato di una persona, per chi si fa il culo per qualcosa e non riesce mai nel suo intento.
Alzate quel calice, levate quel bicchiere, innalzate quel boccale e brindate, un unico grande brindisi che ci faccia sentire uniti perchè non si è mai falliti se non si è soli e non esiste un solo fallito al monto per sfortuna, che il riverbero del cin faccia voltare quelli che invece ce l'hanno fatta, i realizzati, perchè è gusto che sappiano, siamo qua, siamo un esercito, e senza di noi a fare da contrappeso alla bilancia del successo loro non si godrebbero poi così tanto quello che hanno.
A noi falliti perchè siamo importanti, perchè siamo talmente falliti che senza di noi non esisterebbe il successo, sorridiamo, magari non ci porterà realizzazione, amore, soldi o che ne so io... ma almeno ci farà stare bene.
CIN CIN* a tutti

Neve

*e visto che mi si rompe sempre sui titoli del post: CIN CIN è associato al brindisi in maniera onomatopeica ma solo come secondo motivo, infatti deriva a sua volta dal cinese ch’ing ch’ing (prego prego”). Tale formula di cortesia cinese è stata poi introdotta in Europa dai marinai inglesi.
In Italia infine è stata interpretata in modo onomatopeico, perchè simile al tintinnio dei bicchieri. E’ perciò diventata un augurio da pronunciare durante i brindisi, con il significato di “alla salute”.

lunedì, marzo 11, 2013

My name is Earl

Il Karma è una cosa buffa.... un cazzo!
Fai del bene e ti ritornerà indietro? Puah frasi da baci perugina, coccolatini che, ammettiamolo, fanno schifissimo vendono solo per quegli stolti romanticoni che vivono per trovare la frase del cuore (e negli ultimi tempi sono peggiorate anche quelle io in uno ho trovato una sequenza di smile).
Io non so quale divinità ho fatto arrabbiare durante la mia vita ma dev'essere veramenete incazzata questa entita superiore, ce ne sono troppe per stare dietro al elenco e alla fine la grande domanda è:
ammesso che esista un Dio, venererò quello giusto? Quanto ti sentiresti preso per il culo dopo una vita di ascetismo dedicato agli insegnamenti di budda e poi scopri che dovevi darti alla distruzione perchè dio è kali, insomma la teologia è una fottuta lotteria e se il premio è quello di una beatitudine eterna la sfiga è che se sei tra i perdenti ti meriti un'eterna dannazione.
Eterna dannazione, che per come mi stanno andando le cose recentemente non dev'essere che il semplice prolungamento della vita, cazzo potrei essere già morto e neanche essermene reso conto!
No non è il solito post piagnucoloso: tutto mi va male voglio il vostro conforto, continuo a essere uno che si ritira su da solo oggi è solo un urlare contro il vento.
Mi imagino li su uno scoglio, le onde di un mare minacciosso che si infrangono sotto di me, una pioggia scrosciante che spinta da un vento gelido sferza il mio viso e io che grido il mio "vaffanculo" al mondo, sono ancora in piedi nettuno ingrossa il tuo mare, eolo potenzia il tuo soffio, giove lancia i tuoi fulmini anche se il trucco inizia a colare pure immezzo a una tempesta io sono il clown, quello che spiazza con una risposta inaspettata quello che fanculizza ma con eleganza io non fingo di mascherare la mia faccia addolorata, io sono sorriso e tristezza assieme,io sono due facce!
E' l'essere due facce è salvifico, sono quello che si ritira su con una battuta quando è piombato nella tristezza, sono quello che si da un freno quando parte nella follia, sono il veneratore e il venerato, sono perfetto nell'imperfezione e chi mi si avvicina lo sa, spalla su cui piangere e pugno da evitare quando si fa una cazzata, ospite eccellente e buttafuori inamovibile.
E' un periodo in cui si mangia merda ma capita anche di avere a che fare con gente che ti riesce a strappare il sorriso con la sua semplicità, che ti fa capire che sei ancora forte manifestando le sue debolezze. Io non sono speciale, io sono come tutti, ho solo la consapevolezza che per cambiare il mondo bisogna prima interessarsi a se stessi perchè ognuno è il proprio mondo più importante attorno al quale gravitano altri mondi.
Il mio mondo è sconvolto da tempeste al momento, ma incanalerò l'energia del fulmine per farne armi e assorbiro la potenza dei venti per gonfiare i cuscini scorreggioni...perchè lo ripeto IO SONO DUE FACCE

martedì, febbraio 19, 2013

Il mosè di michelangelo

Perchè non scrivo?
Combattuto come al solito, voglia di scaricarmi verbalmente, senza però niente da dire di pratico o importante, foglio bianco come la neve, testa vuota con una promessa elettorale (ma si che siamo in periodo, se non faccio un po di battute politiche ora, quando mai).
Frulla frulla frulla, la mente vaga i pensieri si ingarbugliano, niente di che da dire.
Momento di timore, la mia vita è vuota che non so di che scrivere? Mi ritroverò presto anche io tra quelli che per avere argomenti o parlano di calcio o dell'ultimo libro che hanno letto? No non poso accettarlo!!!!
Geniale, il blog è un diario, chi ha detto che un diario deve per forza raccontare una storia sensata? Non voglio togliere nulla a Anna Frank ma ringrazio il cielo di non avere argomenti così pesanit da trattare.
Un diario può contenere pensieri in libertà!

serata strana:
 Mi ritrovo a casa di un'amica, non importa il motivo ma le ore corrono chiacchierando, lei è stanca stanchissima sono giorni che non dorme e mentre io mi distraggo a vedere la tv (Crozza a Sanremo, deludente con battute già sentite) lei si assenta un attimo.
Sovrappensiero non noto questa assenza, il monologo che seguo finisce, vedo ancora un pezzo di programma, si fanno le 23.30 quando mi ripiglio dal ipnotico vortice televisivo e mi accorgo che la mia amica non era più tornata.
Mi assale un dubbio, mi alzo dal divano vado verso la sua camera da letto, eccola appallotolata su se stessa che nella perfetta imitazione di un gatto dorme tranquilla recuperando quel sonno che le è stato negato da giorni, sorride, sorrido e torno sui miei passi.
spengo la tv e penso che è ora di tornare a casa..... momento ingegneristico drammatico: come uscire di casa senza svegliare la mia amica, non potevo andarmene semplicemente lasciando la porta aperta, non sarebbe stato per nulla carino, ritorno in sala e mi accorgo che le mie scarpe scricchiolano, le tolgo non devo assolutamente svegliare l'amica.
primo problema, uscire di casa e chiudere la porta, vado nel corridoio, analizzo la porta, due serrature, entrambe sbloccabili dal interno perfetto la soluzione è ovvia... frugo tra le chiavi vicino al mobiletto di entrata  e reperisco quelle della porta, estraggo dal portachiavi una delle due chiavi delle serrature e sono pronto ad uscire, ritorno in sala mi sto per rimettere le scarpe e penso che sarebbe comunque carino avvertire la mia amica del furto di chiave.
Carta mi serve della carta, l'avevo intravista quando sono entrato, la cerco in sala, niente... mi dirigo in uno stanzino facendomi luce con il cell perchè sono dannatamente vicino alla stanza dove lei sta dormendo intravedo il foglio sul tavolino, a passo sicuro mi ci dirigo, STUMP botta pazzesca dell'alluce sulla gamba del tavolino, mi mordo le labbra devo trattenere il dolore e con le lacrime agli occhi torno sui miei passi e in sala contemplo il mio tesoro cartaceo, devo solo più scrivere il messagg.... ma porca miseria mi manca la penna e sto giro non ho idea di dove trovarla.
Pausa riordino le idee la mia amica è una persona pratica, non avrei chance di trovare la penna in una casa che non conosco ma sono sicuro di trovarla in un posto, di nuovo all'entrata, trovo la borsa dell'amica la apro e trovo l'agognato premio la penna era sopra a tutti gli oggetti la prendo, scrivo il dannato biglietto con l'alluce che ancora pulsa per la botta, saluto l'amica le dico che le restituirò la chiave il giorno dopo prendo le scarpe in mano esco e chiudo la porta.
Faccio le scale e prima di uscire dalla porta delle scale rielenco mentalmente tutto quello che avevo prima di entrare, una volta uscito dalla porta non sarei potuto più rientrare nel palazzo senza suonare, scarpe, occhiali,chiavi di casa, chiavi dell'auto, valigetta ho tutto posso uscire, faccio un passo, pesto un sasso, sta volta grido e mentre grido guardo le scarpe che tengo ancora in mano e faccio l'unica cosa possibile, sorrido a quanto sono cretino e penso al sorriso tranquillo della mia amica che dorme.

E' tutto marketing:
Per vari motivi sto riguardando gli annunci di case...hem monolocali.... sgabuzzini in affitto a Milano, gli annunci immobiliari mi fanno sempre morire mancano delle specifiche, probabilmente vengono pagati a parole.
Generalmente quelle che terminano con vero affare mancano della specifica "per chi affitta/per chi vende".
Annuncio reale: Affittasi stupendo loft, arredato, comodo con i mezzi zona xxxxx, metri quadrati 25 ..... ora definire una stanza di 25 metri quadri un loft per me è come definire due bonsai una foresta, ma potrei essere pretenzioso.
Vorrei sottolineare che la lingua italiana fa differenza tra "stabile d'epoca" e "struttura fatiscente"
Se quando abbiamo un appuntamento per vedere una casa mi chiedi se posso passare a prenderti in ufficio mi paghi il viaggio, perchè va bene che sono un poveraccio ma non sono certo il tuo autista.
" E sa con tutti gli inquilini che non pagano che ci sono in giro dobbiamo premurarci " non vuol dire che siete liberi di prendere per il culo quelli che pagano e sono onesti.

Appuntamenti:
una volta le persone decidevano quando incontrarsi, adessso si aggiornano per sapere quando decidere quando incontrarsi e alla fine non si incontrano mai.... è un mondo strano

Dimissioni:
Il papa si dimette, ma dato che si è sempre dimostrato uno attaccato alle tradizioni (reintroduzione della messa in latino su tutte) visto che il detto è "morto un papa se ne fa un altro" chi è che si presta a premere il grilletto....hey era una battuta e comunque uno per volta!

Coerenza:
Non mi interessa cosa fanno gli altri, io a spettegolare non mi ci metto come xyz che va in giro a bla bla bla bla bla (discorso vero, e non ho la più pallida idea di chi sia xyz)

Coerenza 2:
x: "ormai tutte le persone giocano con gli altri e non pensano più ai sentimenti delle persone"
(20 minuti dopo)
io: "senti venerdì facciamo qualcosa"
 x: "no venerdì esco con uno, nulla di importante ho solo voglia di farmi una scopata"
io: "ah la cara vecchia trombaamicizia"
 x: "ma che questo è fuori è proprio innamorato, ma non ha capito un cazzo"
io: "ma..... no nulla!"

Coerenza 3:
io: "dico sempre tutto quello che penso"
x:  "sempre?"
io: "dico sempre tutto quello che penso a meno che non può ledere direttamente alla mia persona"

Fine

...ora meglio!

domenica, febbraio 10, 2013

life in a wormhole

Quando meno me lo aspetto ecco che la mia voglia di scrivere si accende e il caso sblocca quel argomento bloccato dentro la mia testa che da il via a una serie di piccoli ingranaggi atti a portarmi davanti alla tastiera a "sfogare un po di realtà".
le 0.40 di un sabato come tanti, ma non è la serata che mi interessa descrivere, anche se probabilmente tutti gli eventi precedenti hanno portato a questo post.
In auto mi ritrovo in coda, la solita coda cittadina, penso, ma mentre sto riflettendo, e i primi clacson iniziano timidi a sottolineare l'idiozia di chi li suona, noto che quattro o cinque auto più avanti di me, nella corsia opposta spunta qualcosa che non ha motivo di essere li, mi concentro  guardo bene e noto uno scooter per terra.
Non sono molti i pensieri che mi affollano la testa, di fatto in questi casi ce n'è uno e uno solo "due coglioni il solito fottuto furbino in scooter che è caduto facendo una manovra assurda".
Mi vergognerei di questo pensiero se solo non fosse radicato in me a seguito di tutte le volte che evito il centauro che mi supera sulla destra mentre io sto tentando di parcheggiare o magari sto semplicemente girando a destra (e sono uno di quelli ce la freccia la mette SEMPRE) o di tutte le volte che maledico il cretino biruoto munito appiccicato alla mia fiancata mentre si sta andando normalmente e prego che nessuno spunti da un lato ponendomi davanti all'annoso problema: vado addosso al tizio che è spuntato e mi rovino l'auto, o rovino l'auto evitando il tizio che è spuntato e centrando il tizio biruoto munito di cui sopra?
Sospiro, il concerto di clacson si sta placando perchè ormai è evidente a tutti che qualcosa non va e osservo la scena, 5 persone si avvicinano al tizio per terra vicino allo scooter e la soccorrono, il tizio sembra essere a posto, si rialza anche aiutato dai soccorritori, penso che mi è sempre stato detto di non far rialzare uno appena caduto ma non mi concentro neanche sulle poche nozioni di primo soccorso che ho.
Piuttosto nel mio cervello realizzo, il tizio è stato soccorso, io non posso aiutare in alcun modo aggiuntivo (almeno 2 persone avevano un cellulare in mano quindi i soccorsi sono stati allertati) e me ne sto in auto seccato attendendo che tutto ritorni nella norma nel mentre alzo un po la musica della radio (nel frattempo nuove auto e nuovi fastidiosi clacson sono sopraggiunti, e per quanto il racconto possa esservi sembrato lungo sto parlando di una quarantina di secondi).
Ed è proprio in quel gesto mentre giro la manopola dell'audio che noto una cosa, tutti gli autisti accodati, da quelli più indietro nella coda (e questi li giustifico) a quelli subito di fianco di me e che quindi avevano una visuale migliore di quanto succedeva poco più avanti, scendono si avvicinano al gruppo di soccorritori, forse bofonchiano qualcosa, poi ritornano sui loro passi e tutti E DICO TUTTI hanno il tipico atteggiamento di persona seccate, chi sbuffa, chi guarda l'orologio chi ha già il telefono in mano sicuramente per avvisare di un suo ritardo e si rimettono in auto con il muso, probabilmente maledicendo il malcapitato caduto dalla moto.
Ed ecco uno dei miei flash la solita presa di coscenza che arriva quando meno te lo aspetti, anche per ottenere un risultato uguale a quello degli altri io sono l'unico che si comporta in maniera diversa, mi ha forse reso meno umano quella finta preoccupazione manifestata dagli altri autisti che si sono avvicinati (guardandosi però bene di rimanerne coinvolti in qualche modo) all'incidente? Non credo, anzi forse sono stato meno ipocrita però eccomi travolto da una analisi forzata e non ricercata.
L'ho già detto non temo il diverso, anzi spesso mi attrae e qualche volta vado a cercarlo ma forse solo stasera mi sono reso conto che lo faccio per un motivo egoista.
Non ricerco il diverso per dire che sono mentalmente aperto (ho tante di quelle chiusure mentali che non si direbbero, non mi interessa discuterne ma neanche vendermi come perfetto), non ricerco il diverso perchè mi piace confrontarmici (alle volte prenderei volentieri a fucilate le persone che, per una serie di mie scelte, finiscono sulla mia strada).
Io egoisticamente esploro il diverso perchè a furia di imbattermi in persone diverse da me spero di trovare quella più simile a me.
E perchè questa ricerca ogni tanto mi ossessiona? E' così semplice da capire che mi sembra inutile esplicitarlo. Diciamo che ho sempre pensato che il fatto che "gli opposti si attraggono" sia solo per giustificare tutte quelle coppie malassortite che stanno assieme non perchè lottano per il loro rapporto ma perchè hanno una paura fottuta di rimanere soli.
E così mi ritrovo a pensare agli ultimi anni di vita e penso che sono sempre stato in gruppi molto etereogenei e ogni volta cercavo di spingere un gruppo già collaudato a fare qualcosa di inusuale per il gruppo stesso, quasi a volerlo infettare con la mia ricerca di novità. Fallivo (fallisco e fallirò) spesso in questa mia "crisi epidemica" ma ogni tentativo mi faceva(fa farà) avvivicinare a un nuovo gruppo di diversi, e so che a furia di tentare prima o poi troverò il gruppo di diversi in cui starò più a mio agio... e chissà che tra questi non troverò anche quel diverso uguale a me che cerco da anni.
E mentre realizzavo tutto ciò ho rivisto i volti delle persone dei vari gruppi ho pensato ai vari legami che ho intessuto negli anni ho confrontato tra loro persone che pur non sembrando avere niente in comune differiscono tra loro per poco, come due entità uguali che vivono in due universi paralleli.
Ed ecco il dramma,  che mi sposto di gruppo (o di universo) non riesco mai a mantenere rapporti saldissimi, di nuovo egoisticamente non mi sento fondamentale per la vita di nessuno di nessun gruppo, piuttosto sono facilmente sostituibile e alle volte dimenticabile, ci si mantiene in contatto, è vero, cerco di vedere tutti almeno un paio di volte al anno, anche perchè le scelte compiute negli ultimi 5 anni mi hanno fatto conoscere gente sparsa un po in giro e il tempo da dedicare a persone lontane è quello che è.
Mantenere vivi i contatti alle volte mi sembra un lavoro enorme e seppure sono felice di sapere che le persone a me care continuino la loro vita di alti e bassi anche senza di me alle volte mi ferisce pensare che io sono solo una parentesi per molti, mi apro mi chiudo svanisco senza rimpianti e riappaio senza rimorsi, ma nel periodo di buco nero in cui non esisto in un gruppo/universo potrei svanire del tutto senza che il gruppo/universo se ne accorga.
E così tra un pensiero e l'altro le luci intermittenti di un'ambulanza mi riportano alla realtà.... non ho conclusioni, mi dovrei fermare all'universo in cui sono ora con il gruppo di persone che conosco adesso? Dovrei nuovamente tentare di esplorare le altre infinite diversità? Sarebbe meglio tornare a qualche universo del passato? Sono sempre prodigo di consigli ma non so mai che fare quando si tratta di me, forse è giusto continuare a dare un tentativo agli universi sconosciuti ad oggi e tornare di tanto in tanto a quelli conosciuti, per non farsi dimenticare, quello che è accaduto ormai è un dato di fatto e quello che accadrà è un problema del Neve di domani, il Neve del presente ha sonno e contare gli universi è come contare le pecore, non aiuta a stare svegli.
tempo di dormire pace e prosperità;

Neve


mercoledì, gennaio 23, 2013

Bethel - la scala di Giacobbe

scalini di nuovo, i soliti, da un anno ormai 4 piani a piedi, la mia "palestra personale",
il solito foglio di medicinale che ormai è un mese che è sulla scala la solita domanda sul perchè pago le spese di condominio se neanche puliscono, mi prendo le borse della spesa e il portatile e via,
uno due....
dieci undici...
quarantasette quarantotto... un po affaticato ma non mi fermo
...
settantacinque..... hanf... settantantasei.... la testa..... settantas.... un capogiro....panico.... monologo interno.... no anzi dialogo

Ottima idea, giornata pesante, pranzo di fretta come al solito, energie zero ma andiamo a fare la spesa, ma si prendiamo anche l'acqua tanto il negozio è a 200 metri da casa e le scale non sono neanche così impegnative....

Ma guarda la mia parte pessimista era da un po che non venivi fuori, il cuore....mmmm... sta andando a mille

Puoi celarmi ma lo sai che da qualche parte ci sono sempre, e adesso sentiamo genio che farai? Vedo che inizia a girare tutto nel frattempo.

chiamo....

chi?

Qualcuno, un aiuto

In questo palazzo? AHAHAHAHAHAHAH un'anno che ci sei e hai intravisto tre volte i tuoi vicini che non hanno neanche mai risposto al tuo buongiorno, povero bifolco, che crede ancora negli altri.... omo omini lupus, dovresti averlo capito che qua dentro tutti si fanno i cazzi propri

Amici, di Milano

Davvero? Vuoi veramente aprire questo capitolo? Ti credi meglio di tutti ma sei il primo a non fidarti di nessuno, e ogni anno che passa ti apri sempre meno e cerchi comunque di mantenere le distanze, chi ti aiuterebbe, sei una comparsa nelle vite di tutti.

No, questo no! Non te lo permetto, sono importante per molti

Molti? Quanti messaggi ignorati, quante chiamate senza risposta, quanti "ho da fare" dovrai ancora ricevere per arrenderti all'evidenza, sei solo, anche quando pensi di non esserlo lo sei sempre e senti di non far parte di nessun gruppo, anzi ogni tanto ti si rinfaccia di non essere neanche poi così presente, è successo spessissimo da quando hai avuto la folle idea di allontanarti dalla tua casa sui monti

La testa mi scoppia, piantala, i soccorsi, l'ho già fatto arriveranno

Già a vedere quanto sei debole e solo! E' per questo che odi quando senti parlare degli anziani "abbandonati" nelle case di riposo, perchè pensi che quei bastardi almeno fino a 70 anni con qualcuno che li cagava ci sono arrivati, e che comunque ora sono sotto l'occhio attento anche se svogliato di qualche infermiere o chi per lui.

Io.... non.... BASTAAAAAAAAAAAA!!!!!!
(respiro) non è vero, lotto per le persone che mi dimostrano rispetto, se qua dentro non c'è n'è nessuna non ne ho colpa, ma in qualche mese almeno la solita manciata di persone a cui rivolgermi per una risata o quando sono giù l'ho trovata!
(respiro) I miei amici, sapevo che allontandomi avrei incrinato i rapporti con loro, è normale è la vita ci si allontana ma quando ritorno faccio di tutto per vederli e anche se mi fanno saltare i nervi a volte, beh l'hanno sempre fatto anche quando eravamo a 10 minuti d'auto l'uno dall'altro. Un amico che non ti fa incazzare non è un amico
(respiro) tanto di cappello sul discorso delle case di riposo, in effetti qualcosa di vero c'è, ma non mi sono mai vergognato delle mie debolezze, non mi interessa il giudizio di un soccorritore, non assurgerò mai al ruolo di eroe uno che fa il suo lavoro ed è pagato per farlo, ma al contrario sono prontissimo a regalare dell'idiota a chi si fa beffe delle debolezze altrui.
respiro - respiro - respiro - chiudo gli occhi - mi calmo - lascio andare le borse che avevo ancora in mano, passano 5 10 minuti, wow è vero in questo condominio non c'è mai nessuno, le energie tornano, la vista si disappanna, era solo stress e stanchezza, come solito, gli ultimi gradini, ed eccomi a casa. Fanculo a tutti i pensieri negativi, è tempo di doccia, carbonara e un po di riposo

tornerò
ti aspetto!

 

sabato, gennaio 19, 2013

Scarabeo

Sarà sindrome da informatico all'ultimo stadio, sarà che sono nato sotto il segno della vergine e che quindi sono votato alla precisione (e per dirla alla sheldon cooper: gran cosa la "delusione generalizzata circa il fatto che la posizione del sole rispetto a ben definite costellazini in qualche modo abbia avuto influenza sulla nascita") ma per me l'informazione è tutto.

Non parlo semplicemente di quella dei giornali, si spendono già troppe parole su quest'ultima e dato la mia precedente frase è ovvio che sono tra quelli che difendono il conecetto di: "chi ha l'informazione ha il potere" e se non ci credete ditemi voi la vostra opinione sulla stessa informazione riportata in due modi:
1) A seguito di un acceso diverbio il signor rossi ha ucciso a sangue freddo con un colpo di pistola il signor bianchi.
2) Vistosi minacciato durante una lite, nel tentativo di difendersi da un attacco fisico, il signor rossi si è visto costretto a sparare al signor bianchi. Seppure per motivi di difesa la storia è finita in tragedia.
La stessa identica informazione ma a seconda di come la si riporta il signor Rossi pare più o meno brutale... incredibile eh? Pensateci ogni volta che aprite un giornale o sentite un tg (anche di quelli che si definiscono liberi, ci sono sempre mille modi per riportare una notizia e ognuno di essi influenza il nostro giudizio).

L'informazione di cui parlo io è quella banale quella che si scambiano le persone tutti i giorni anche quella che si ottiene a seguito della banalissima domanda: "come stai?".
Le parole nella nostra vita hanno un peso incredibile, già il concetto di parola è completo, per definire la parola sono costretto a usare parole, non c'è mimo, pittore, artista o innovatore che può strapparti il termine parola senza un rimando al termine stesso, eppure io vedo sempre più spesso che le parole perdono il loro significato, si "trasfromano" cambiano la quantità di informazione che contengono...e io CI VENGO SCEMO.
Che sia fatto un tribunale in difesa delle parole, che ogni nazione abbia il suo, a me non frega un accidenti se ogni tanto qualcuno sbaglia una coniugazione, la grammatica perfetta è come la matematica, è per pochi e se se ne abusa per dimostrarsi colti alla fine ci si dimostra  semplicemente dei rompicoglioni (parola come un'altra ma che rende bene l'idea), ma pretenderei che si usassero le parole con cognizione di causa.
Voglio fare delle accuse chiare, forti e voglio che giudici e giuria mi stiano a sentire, è evidente che in questo paese oggi come oggi le parole subiscano torti di ogni genere, andrò a elencare i principali puntualmente.

- A difesa delle Nostre parole accuso gli imputati tutti di: discriminazione atta alla più totale dimenticanza delle proprie radici a favore di quello che, seppure parta dal concetto di una globalizzazione comunicativa, alla fine della fiera è semplicemente un "seguire le mode"!
Mi devo spiegare meglio? Ebbene Sono personalmente consapevole che il trend in un mondo sempre più global sia quello di eseguire una standardidation del information style allo scopo di rendere tutti competitive su un market ormai non limitato al local.... ma non se ne può più di dover chiamare una telefonata, anche con un solo individuo una Call conference, di prefissare degli obbiettivi , che non sono divisi in processi.... no sono composti da step, del fatto che per dire che si tratta bene un cliente si sta operando una customer fidelization  tramite l'ufficio di customer care. Vogliamo tutti tornare ad andare a feste e smetterla di partecipare ai party, vorremmo poter sapere che nel ristorante dove stiamo cenando il cuoco imbecille abbia rovinato la carbonara con la panna senza dover leggere gli ingredienti riportati solo in inglese (perchè se leggo cream io la carbonara non la prendo per paura di trovarci un bignè!) .
Ammettiamolo non voglio vivere in un'Italia dove, oltre tutti i problemi che ci sono non si ordineranno più delle pizze, si compreranno delle pizzas!

- Gli imputati sono inoltre accusati di stupro del significato delle parole, e qui mi permetto di essere breve perchè amo esservi amico. Ma cosa significa amore e amicizia direi che ormai non lo sa quasi più nessuno!
Amore, tesoro e simili è ormai più usato della parola ciao per salutarsi e amicizia.... beh sono un migliaio di pixel su un wall di facebook.

Queste sono le accuse principali, ma il mio tempo è finito, confido che il processo, nonostante i lunghi tempi della giustizia avrà l'esito positivo che il mio cliente si sia prefissato, è che la parola torni a essere usata con cognizione di causa, ricordatevi solo che se scrivendola finite sulla casella 2P il vostro punteggio va raddoppiato.

Neve

lunedì, gennaio 14, 2013

Il club mille miglia

Di tutti i paragoni abusati per descrivere la vita c'è sicuramente quello del viaggio. Chi da importanza all'arrivo, chi da importanza al percorso, chi ritiene fondamentale come inizia, chi come al solito rimane a guardare, ognuno si gestisce il paragone del viaggio come vuole.
Ma oggi ho voglia di scrivere un po di più su questo paragone, io credo che la vita di tutti non sia solo come un viaggio sia proprio come un mezzo di trasporto, in fondo ognuno di noi nell'arco della propria vita carica delle persone a bordo, e che la nostra capienza sia quella di un sidecar o quella di un transatlantico sono i passeggeri che influenzano spesso il nostro viaggio.
Alle solite ci metto un po di dualità perchè se è vero che siamo mezzi di trasporto allo stesso tempo siamo anche noi stessi passeggeri nelle vite altrui, l'umanità tutta è un mezzo di trasporto che viene trasportato.
Tutti, e datemi dle sognatore, siamo alla ricerca del passeggero perfetto quello che condividerà l'intero nostro viaggio, si divertirà a guardare i nostri stessi paesaggi, si arrabbierà con noi quando saremo fermi in coda nel traffico delle altre vite, ci aggiusterà gli ingranaggi quando questi inizieranno a fare rumori strani e ci accompagnerà nell'ultimo viaggio verso il grande demolitore con l'insegna più luminosa di tutte (e qui metteteci voi la figura che volete).
Certo il passeggero perfetto, è raro e su alcuni mezzi è destinato a non salire mai, d'altro canto alcuni mezzi per destino o per sfortuna non avranno neanche la fermata dove trovare il passeggero perfetto.
E allora ci accontentiamo (e con accontentarsi già sbaglio il termine) dei passeggeri fidelizzati, quelli che "salgono" con regolarità nelle nostre vite, che sia  una regolarità giornaliera mensile o annuale, e durante il viaggio ci accendono la musica, magari sporcano i sedili ma sono i primi a offrirsi di pulirli, ci allietano con storie di altri loro viaggi e da buffoni da circo sono pronti a diventare confidenti psicologici a seconda di come sta il nostro animo, ovvero l'autista di quel mezzo che siamo noi. Ogni tanto magari ci deludono questi fidelizzati, cercano un altro mezzo migliore, o magari il loro passeggero perfetto e si scordano di noi, ma poi si ricordano della nostra tessera punti fatta di risate e giornate spensierate e risalgono a bordo, e i bravi autisti riaprono la porta di ingresso con un sorriso, soprattutto se la giornata è piovosa e il passeggero ha raggiunto il nostro mezzo in corsa, perchè in fondo se si vuole fidelizzare qualcuno non lo si deve lasciare a piedi proprio quando ha bisogno.
E in tutti i mezzi che si rispettano ci sono anche i passeggeri casuali, quelli che si incrociano e non danno nessun contributo, magari viaggiano anche a scrocco ma anche quelli che salgono per un paio di fermate e arricchiscono il viaggio parlando di esperienze e viaggi che faranno affrontare le nuove fermate sotto una nuova prospettiva.
E il viaggio continua con qualche fermata imprevista per una gomma a terra e le necessarie soste per rifornirsi di carburante, con delle tratte solitarie e delle tratte in cui si pensa di superare la portata massima del mezzo. In qualsiasi parte sia il vostro viaggio, ricordatevi che nulla è costante, tutto può cambiare anche la solita strada o la solita combricola di "pendolari", il cambiamento fa parte del viaggio e le compagnie di viaggio migliori sono quelle che si adattano al cambiamento, non fermate mai il vostro mezzo e cercate spesso di salire su quello degli altri, mi rendo conto che spazialmente è impossibile far entrare un transatlantico in un mini-van (ma se ritenete la vostra vita un transatlantico forse è tempo di selezionare i passeggeri), ma quando sono poetico la fisica la lascio da parte.
Benvenuti sul mio mezzo, le entrate le avete viste i sedili sono accoglienti, vi mostrerò le uscite e spero che le prenderanno solo le persone che non sopporto, vi ricordo che è fatto d'obbligo parlare al conducente (tranne quando ringhia), le fermate non sono ancora tutte definite, se ne volete fare una alzate la mano e tentate la sorte proponendola, il motore è accesso il viaggio continua;
sedetevi e rilassatevi (o alzatevi e fate casino che ogni tanto ci va):
Neve

lunedì, gennaio 07, 2013

Toluca Lake

Tra tutti i fenomeni metereologici che mi hanno sempre affascinato c'è sicuramente in prima posizione la nebbia, nessuno rimane indifferente alla nebbia è il modo con cui la natura stimola la nostra curiosità celandoci luoghi già noti e mascherandoli, rendendoli quasi soprannaturali.
La nebbia ci spinge ad accrescere i nostri sensi, non ci possiamo fidare solo più della vista, strizando gli occhi al inverosimile quasi a voler avere le pupille di un gatto ma se ci facciamo caso e non siamo intrappolati nei soliti cubicoli a 4 ruote che troppo spesso cadenzano la nostra vita scopriamo rumori e odori a cui spesso "accecati" dalla vista non poniamo attenzione.
Con questo spirito oggi sono uscito da lavoro immerso in una Milano spettrale e nuovamente sconosciuta grigia come non l'ho mai vista fino ad ora e brulicante di una vita che si spegneva a 20 metri da me immersa nel grigio torpore della nebbia.
Rumore del solito traffico per una volta invisibile con il consueto rombo di motori e concerto sinfonico di clacson, chi ha detto lontano dagli occhi lontano dal cuore evidentemente non si riferiva a questo nuovo modo di "riunirsi" che ha il genere umano, qualche urlo che giunge ovattato e l'odore intenso e fastidioso del gas di scarico mi fanno capire che tutto è normale.
Dong, un rintocco singolo, mai sentito proveniente da un campanile che avrò visto milioni di volte ma che solo oggi che mi risulta celato "scopro", non mi serve guardare l'orologio oggi per sapere che alle solite esco con mezz'ora di ritardo sul programma, la mancanza di distrazioni visive ha potenziato l'udito o quantomeno ha permesso ai timpani di scavalcare gli occhi nella loro importanza.
E' ora di avviarsi verso casa incorcio gente che appare a qualche metro da me per scomparire alle mie spalle nuovamente rifugiata in quel nulla in cui si rifugiano sempre tutti ma che oggi è potenziato dalla nebbia.
Uno scricchiolio sotto i piedi e odore di secco, le ultime foglie dei viali alberati hanno ceduto al generale inverno e hanno lasciato spoglie le, sempre troppo poche, piante di quella che ormai è un po la mia città.
Se ogni vita ha una colonna sonora questo mio ritorno a casa è accompagnato da una solitaria tromba dei noir anni 30, oggi ho anche il cappotto e mentre mi tiro su il colletto per difendermi dal freddo umido della nebbia penso che mi manca solo una sigaretta per completare l'atmosfera.
In una fredda Milano se chiudo gli occhi mi ritornano in mente gli altri paesaggi che ho visto immersi nella nebbia, scendendo dalla montagna mentre guardavo la pianura invasa dai banchi fitti e da cui spuntavano solo alcune colline, come isole in un mare di nebbia.
Quella volta in autunno che ero nel bosco di betulle alla ricerca di funghi, la prima e unica volta che la nebbia mi ha fatto veramente paura, intrappolato in quello che già di per se era un labirinto di alberi uno uguale all'altro e per di più avvolto da una coltre fitta che confondeva, che sensazione strana guardare ovunque e non avere punti di riferimento, e poi prendendo un respiro, guardarsi bene attorno capire qual'era la parte in salita e in discesa del bosco per capire da dove ero arrivato, ricontrollare le impronte ascoltare in silenzio i rumori dei passi dei miei che erano vicinissimi ma non mi erano mai sembrati tanto lontani e il tempo di un altro respiro scoprire che la nebbia si stava muovendo, quasi a scusarsi del disturbo stava rivelando nuovamente il bosco con tutte le sue forme restituendomi ai miei genitori.
Quella volta che seguendo il mio folle amico (che scrive su questo blog) mi sono ritrovato nel cimitero monumentale di oropa, tra lapidi statue e mausolei che spuntavano dal nulla come in un film horrore ho provato quel brivido che avevo sentito solo le prime volte che giocavo a Silent Hill (a proposito indovinate su che lago sorge la città immaginaria?).
Il lago in montagna scomparso in un banco di nebbia, l'autostrada invisibile che ho fatto centinaia di volte di ritorno da Torino e tanto altro.
Riapro gli occhi, e di nuovo come in uno dei miei ricordi, la nebbia silenziosa si era spostata rivelando palazzi prima invisibili, persone che portavano a spasso i loro cani, bambini che si rincorrevvano tra le pozanghere, la nebbia è così ci nasconde le cose per restituircele, forse per farci capire che basta poco alle volte per capire che si ha molto da vedere.

è tempo di tornare nell'oblio;
Neve

mercoledì, gennaio 02, 2013

MCM

Mi dispiace per il lutto, vi sono vicino in questo momento di dolore;
E' stato un fedele compagno per un lungo periodo ma purtroppo il tempo non lo ha risparmiato, unica consolazione in questo momento di dolore è che ha raggiunto i fratelli prematuramente scomparsi anche loro;  2012 ci mancherai.

Perchè dire semplicemente buon 2013, mi sembra banale!
Aspettative, propositi, iniziative per quest'anno? Ne avete? Volete raccontarmeli? Scrivetemi al solito indirizzo DontBotherMeWithYourLife@fakeMail.com (prima o poi qualcuno aprirà un server fakeMail).

Tutte le feste passate mi hanno fatto riflettere sulla diversità, io ho sempre trovato bello che il mondo sia vario, non è uno stupido modo di dire per me è veramente così, infatti se il fatto che non ci siano più le mezze stagioni può seccare a qualcuno (come a me che le adoro, francamente sono pronto a dar via 200 ferragosti in cambio di un bellissimo autunno, magari un po piovoso e malinconico come piace a me) io sono convinto che la diversità aiutino a rallegrare la vita se affrontate in maniera sana.

Io sono diverso da molti in tante cose, di fatto una volta consideravo questa cosa una debolezza, poi ho avuto un epifania (parola bonus pre 6 gennaio), tutte le mie diversità, quelle che un tempo mi avevano fatto stare triste, solo e con pensieri più cupi di un racconto di poe non erano e non sono una debolezza, ma neanche una forza.... sono la normalità e la normalità per quanto diversa non va mai negata, rinnegare se stessi ci rende brutti di una bruttezza non mascherabile con trucchi o finti sorrisi (a questo proposito per questo 2013, possiamo smettera di dire "sorrido anche quando sto male", se state male ditelo, urlatelo al mondo affrontate quello che vi fa stare così,  ma smettiamola di spaccare il Pazzo, con la p, con frasi del genere che di solito sono in bocche che alla fine non sorridono mai e si lamentano solo).
Il fatto che al mondo ci siano persone diverse da noi ci fa divertire, sentire migliori alle volte peggiori e francamente non sono per l'uguaglianza, un mondo di uguali sarebbe noioso pensate cosa succederebbe se fossimo tutte repliche di un modello base.... che so io.... repliche, di avete presente l'agente smith di Matrix? Che sfrantonamento (neologismo credo) di maroni!
Siate voi stessi non standardizzatevi non abbiate paura del diverso mischiatevi nella folla, fate cose che non pensate vi appartengono prendetevi in giro e vivete, alle volte per quanto si è diversi da qualcuno l'importante non è concentrarsi sulla varietà, basta trovare il Minimo Comune Multiplo (ed ecco giustificato il titolo del post) e qualche volta tutti potremmo scoprire che dal diverso c'è da imparare (anche le cose da non fare).
Possa questo essere un anno come tanti ma affrontato come pochi lo sanno fare, rimanete sintonizzati e qualcosa di nuovo da scrivere frullerà nella mia testa sempre troppo incasinata per un discorso lineare.

Neve

Zannablu alla lavagna per scrivere una poesia!

Il natale è ormai passato e tanto vin rosso mi son sgolato!
Il nuovo anno si è già presentato e insieme abbiamo mangiato ma quando è arrivato il momento del post su questo blog, non l'ho aggiornato!

Ok la pianto in effetti me lo diceva sempre anche la mia maestra alle elementari che facevo pena nella creazione delle poesie!

Va bhe! Purtroppo carissimi lettori ...va bene sono onesto non me la voglio tirare scusate ...carissimi migliaia di lettori!!!

Dicevano ...la mia lunga assenza dal mio ultimo post è motivata dalla necessità di ripristinare il server della zannablu per il nuovo inizio, ma purtroppo nonostante le grandi menti che ci hanno lavorato su qualcosa è andato storto!

Cosa è andato storto??? Semplicemente è andato perso il backup di tutte le immagini durante il ripristino!! Non male vero? Quindi vi prego di avere ancora un po' di pazienza e godersi lo sfavillante snowintheshadow che ha ripreso la sua attività in gran stile.

Buon anno nuovo a tutti!!


lunedì, dicembre 24, 2012

Rosso

Sangiovese che rotea impazzito nel bicchiere che agito mentre riordino le idee della mia prima vigilia di Natale milanese...
Non so perchè stasera entrato al solito bar abbia avuto quell'atipico impulso di ordinare un bicchiere di vino, eppure ero li con la mente carica di pensieri e alla domanda del barista: "cosa ti servo?" mi sono ritrovato le parole "un bicchiere di vino" in bocca; "bianco o rosso?" mi ha domandato nuovamente lui e io di nuovo senza pensarci "rosso!".
Eccomi servito il mio bicchiere in mano, poca voglia di parlare e tanta voglia di riflettere, roteo il calice, il vortice che si va a formare mi ipnotizza e come in un pessimo montaggio fa riaffiorare ricordi dei giorni e degli anni passati, poi come se d'improvviso mi rendessi di nuovo conto di chi sono eccomi catapultato nel presente a sentirmi fuori luogo con quel bicchiere di vino.... rosso.
Strano a crederci non sto a chiedermi tanto perchè ho del vino ma perchè ho scelto proprio il colore rosso, non sono un enologo, non ci capisco nulla di vini, se mi si chiede di portare da bere dicendomi che si preparerà un dato piato e mi si avverte all'ultimo io sono tra quei disperati che leggono ossessivamente i cartellini dei vini pregando che il produttore sia stato magnanimo e abbia indicato a cosa si abbini meglio; e sono in qui momenti che mi chiedo , rielencando ad esempio i vari tipi di carne che conosco, com'è possibile che date un numero di possibili varietà di un certo alimento ci possano essere almeno 10 volte tanto tipi di vino abbinabili, e alla fine, come tutti, scelgo in base al prezzo; e quindi, tornando a oggi, in quel bar con quel bicchiere in mano non mi interrogo su quali siano le proprietà organolettiche olfattive o la gradazione del vino ma mi chiedo perchè ho deciso proprio il colore rosso.
Ipotizzo, cerco spiegazioni in fondo sono convito anche io che un colore influenzi l'umore la cromoterapia non è del tutto un'assurdità allora cerco di ricordarmi a cosa è associato il colore rosso.
Passione: mi sento davvero così passionale? Proprio oggi? No non credo, non più del solito (chiedete al mio partner immaginario se proprio non ci credete)
Attacco: in effetti per quanto la maschero un po di insoddisfazione c'è l'ho pure io e in casi del genere o si diventa totalmente apatici o si diventa rabbiosi, eppure nuovamente non mi sento più rabbioso del solito.
Per assurdo il mio colore preferito poi è sempre stato il verde che scopro solo ora essere il complementare del rosso.
Tornando al bar sono ancora immerso nei miei ragionamenti che sento la voce del barista indistinta tra le nebbie dei miei pensieri.... scusandomi e ritornando alla realtà gli chiedo di ripetermi quanto mi ha detto e mi sento dire che avevo un muso lungo per essere Natale.... Natale.... rosso.... ecco svelato il mistero, mi rendo conto di essere vittima del più banale lavaggio del cervello, ho scelto il rosso non perchè mi andasse ma perchè è il colore del periodo dell'anno....Natale e capodanno impongono il rosso.
Torno in me scambio quattro chiacchiere con il barista, quelle chiacchiere quasi dovute, che alle volte non si hanno neanche voglia di fare ma che è socialmente normale fare e si passa a parlare del Natale e alle solite si cade nella banalità e parlando di banalità si attrae altra gente e si formano i classici due schieramenti. Il Natale è magia, Il Natale è consumismo, tra i due schieramenti quest'anno non so bene in quale ritrovarmi, per quanto mi riguarda oggi ci avevo già messo un po a capire che per me il Natale è rosso.
A Natale la gente è più buona VS a Natale la gente è depressa, a Natale si dona ai meno fortunati VS a Natale si spendono soldi inutilmente, come spesso mi accade mi ritrovo tra due fuochi, entrambi con le loro ragioni che non sono pronti a cedere sulle proprie convinzioni, io ascolto ragionamenti già sentiti e continuo a rimuginare, i discorsi si accendono, e mi ritrovo a pensare che forse il sangue di qualcuno ribolle... il sangue... rosso.
"E poi a parte nei film quando mai è successo qualcosa di veramente bello a Natale?" intercetto questa domanda e nel silenzio dei difensori del Natale mi torna in mente un'aneddotto forse riportato a galla da tutto quel rimuginare sul rosso.
Avanti lettori, sapete dirmi un miracolo vero di Natale? Qualcosa che ha fatto storia nella notte più santa dell'anno? Qualcosa che non inizi con un c'era un volta? Qualcuno di voi forse la sa, altri no ma una storia vera di Natale io ce l'ho!
L'anno è il 1914, e il luogo non è un camino o il polo nord... siamo sul fronte occidentale della prima grande guerra che ha infangato il nostro "essere umani", spontaneamente le prime file dell'esercito inglese e di quello tedesco si iniziarono a scambiare auguri e canti natalizi fino a decidere di incontrarsi nella terra di nessuno (quella porzione di terra tra due trincee nemiche) per scambiarsi affettuosamente auguri e regali. Un atto di umanità che in un periodo di guerra ha proprio del miracoloso, e lo so i malpensanti diranno che la storia è bella ma dal giorno dopo probabilmente tutti saranno tornati a scannarsi, ma io alle volte preferisco fermarmi al positivo (e sono un pessimista).
Di qualsiasi colore sia con questa storia che mi è tornata in mente in un mare di pensieri disordinati auguro un felice Natale a tutti (anche ai musoni). Io chiudo qui il post, perchè se ho scoperto come mai il mio vino era rosso ora devo cercare di capire cosa mi ha spinto a prendere il vino e mi è passata la voglia di scrivere.

alla prossima;

Davide

venerdì, dicembre 21, 2012

Onore ai sopravvissuti

Questo è un messaggio per la gente del futuro;
avevate ragione voi catastrofisti, mentre vi scrivo sta succedendo: è la fine della civiltà.
Ah poveri noi stolti che non ci siamo rifugiati in bunker sotterranei o abbiamo invaso le due città che misteriosamente scamperanno a questi eventi apocalittici.
Non ho molto tempo e spero che in qualche modo questo mio messaggio vi raggiunga, che almeno i server di google resistano a tutto questo che la nuova civiltà non si scordi della precedente.
Non starò qui a descrivervi l'orrore di questi giorni di tenebra, folle di persone ammassate in cunicoli a cercare la salvezza prima che il loro tempo scada(1), gente che prepara ordigni esplosivi dalla potenzialità devastante per difendersi dal nuovo mistero incombente(2), strani visitatori che un tempo magari conoscevamo e che proprio mentre tutti si stavano dimenticando hanno deciso d tornare(3).
Io plaudo a voi nei miei ultimi minuti, certo che quando vi riapproprierete della Terra sarete in un mondo dove finalmente l'erba del vicino non è più verde (forse il vicino si ma le radiazioni degli anni bui si saranno fatti sentire). Il mondo del futuro! Finalmente la smetterete di soffrire mangiando scatolette di cibo e bevendo acqua riciclata finalmente potrete coltivare la terra, arida e deserta distrutta dai cataclismi che voi stessi avevate predetto e di cui ci avevate messo in guardia!
Va bene non avevate pianificato che la terra non è coltivabile e quindi non saprete come sopravvivere (suggerimento quel piccolo bastardo paffuto che mentre eravate nel bunker si mangiava sempre mezza scatoletta di tonno in più è quello che corre più lentamente, io non dico nulla ma.... beh comunque pensateci).
Le riserve idriche mondiali sono tutte contaminate e quindi non avete da bere? Beh questa è tosta.... mmmmm se riuscite a recuperare i filmati di WILD sono sicuro che il buon Bear Grylls avrà fatto uno speciale che inizava con: "siete tranquilli a programmare il vostro quotidiano viaggio nel nulla, che , come tutti i turisti, state affrontando con un auto che non viene revisionata da 70 anni e le vostre scorte di cibo consistono in un M&M's e un campioncino gratuito di Acqua vera da 0.15 ml quand'ecco che la vostra auto si ferma e voi vi ritrovate affamate e assetati. Scesi dall'auto vi rendete conto che siete l'unica persona sulla faccia della terra ad avere scambiato il vostro fantastico telefono satellitare, comprato apposta per l'occasione con i walkie talkie che Topolino regalava nel lontano 1990 e vi rendete conto che siete isolati e dovrete sopravvivere a tutti i costi." riadattate il filmato alla vostra situazione e vedrete che sopravviverete tranquilli, inoltre nuovo suggerimento controllate di nuovo il paffuto di prima sono sicuro che nascondeva delle M&M's da qualche parte! (scusa ciccio nulla di personale sto facendo sopravvivere il genere umano qui).
Se siete proprio sfortunati e non dovreste trovare i filmati di WILD cercate a tutti i costi primo di reperire delle provviste e secondo di dirigervi in Texas tra  Navasota e Anderson li troverete sicuramente chi può darvi una mano, sono infatti sicurissimo che solo due cose, oltre a voi, resisteranno a tutto quello che sta accadendo (nel frattempo sento che presto ci saranno discorsi senza capo ne coda da persone che sono sempre state un caposaldo per l'umanità (4));
la prima cosa che resisterà a tutto questo è sicuramente la coca cola (i suoi ingredienti segreti sono più nocivi di qualsiasi altra cosa conosciuta o meno) quindi tranquilli non saranno garantite le ubriacature ma post apocalisse gare di rutto libero come se non ci fosse un domani (si fa per dire);
la seconda, che troverete dove indicato è una persona leggendaria che vi darà sicuramente aiuto incamminatevi nella sua fede e troverete sicuramente Chuck Walker texas Ranger Norris nella sua residenza.
Durante il viaggio, se i miei conti sono giusti, dovreste trovare delle persone spaesate che però sembrano venire da un'altra epoca e vi chiederanno perchè i loro cellulari GSM con tastiera non funzionano più, se Matrix ha avuto dei seguiti, se le torri gemelle sono ancora in piedi e cose così, vi prego non maltrattateli, soprattutto se tra di loro c'è qualcuno un po in carne (non si sa mai), fateveli amici, spiegategli l'evoluzione della civiltà post 2000 perchè avrete a che fare con i paranoici del millenium bug che finalmente avranno abbandonato anche loro i loro bunker (non spiegategli proprio tutto tutto, è giusto che la civiltà futura non sappia nulla di alcune cose tra cui Lady Gaga, il papa Ratzi, Justin Bieber, i "rapper" attuali e soprattutto degli episodi I II e III e di star wars).
Vi vorrei dire tanto altro ma la fine ormai è prossima, nella speranza che questo mio messaggio vi arriverà vi auguro buona fortuna, vivete anche per noi;

Davide

p.s.: alcune delucidazioni
(1) shopping natalizio
(2) tradizionali botti deflagranti dei festaioli di capodanno
(3) S.B. (se le iniziali non vi bastano è meglio che vi informiate, le sue campagne si basano sull'ignoranza)
(4) angelus domenicale e discorso di fine anno del presidente della repubblica

domenica, dicembre 16, 2012

GAME is not OVER


bit in crescendo oltre 128
anni passati tutti di botto
schermi infiniti per ogni missione
ora il nemico è solo un coglione


penso a un passato di video gamer
rifuggo un presente da life complainer
a contare monete per sapere che fare
riecco mario e il suo "boing" nel saltare


nel passato a cercare tutto il mio meglio
come kirby ho sogni ma mi risveglio
e in un mondo invaso da morti viventi
cerco la S.T.A.R.S per questi dementi


la vita è un torneo che ha d'acciaio il pugno
combattimenti in strada e occhio al grugno
mai preso un pallone mai avuto FIFA
non capisco chi alla tv urla a pes o tifa


Corse infinte e neccesità di velocità
la gente poi la vedo e nel traffico stà
con il clascon, arma da dio della guerra
uccelli di acciaio in testa e umore a terra


io intanto a piedi come la bella lara
a cercare di fare la situazione un po chiara
e penso che alle volte sto per strisciare
ma ricordo che da snake c'è da imparare


Non ho avventure epiche alla inferno di dante
e i mie upgrade sono persone come tante
copratagoniste di storie ormai passate
funghetti, pirati o intere forze armate


erano con me e lo saranno in ogni livello
a convincermi che comunque il gioco è bello
e quando la vita è piatta quasi a due dimensioni
ricordo che anche a pacman sprecavo gettoni


Non serve arrivare alla propria fantasia finale
anche inseguirla per ora non è male
Solo il principe di persia può piegare il tempo
per ora mi godo la partita fin che campo


e se il futuro sarà uno spazio morto
inutile andare in giro tutto ritorto
datemi il mio pad è tempo di mostrare
un vecchio videogamer sa ancora giocare    


bit in crescendo oltre 128
anni passati tutti di botto
schermi infiniti in ogni missione
è ora di mettere un nuovo gettone

venerdì, dicembre 14, 2012

Casual Friday

Dato che l'Italia è nota in originalità il venerdì lo sanno tutti, in azienda si può andare vestiti come diavolo si vuole in perfetot stile azienda americana anni 80!! E per questo oggi finalmente sono... in giacca e cravatta!
Ammettiamolo a furia di sentirici dire che l'abito non fa il monaco cresciamo convinti che l'abito il monaco lo fa e per evitare il solito post sulla società delle apparenze a discapito della società delle capacità cambierò immediatamente argomento senza che ve ne accor... perchè fare l'albero è tradizione!
Insomma è quasi Natale, come continuano ossessivamente a ricordarmi tutti.
E va bene la tradizione,  va bene tutto ma diciamo la verità: se vivo in un appartamento di 30metri quadri (una cella allargata) e circa il 70% della sua superficie è occupata, dove cazzo lo metto l'abero?
Certo potrei sbattere giù il muro dell'appartamento sfitto di fianco al mio (tra l'altro un trilocale ampissimo ci guadagnerei parecchio) ma credo che la cosa seccherebbe il propietario del appartamento (gente con i soldi, sempre attaccata ai beni materiali).
Però arriva il collega/l'amico (alle volte il barista) con la soluzione geniale: "metti un albero di quelli piccoli alti 30 centimetri" e no cazzo, sarà sindrome da piter pan ma le dimensioni dell'albero contano!
Ora ammettiamo che in tutti questi anni io mi sia sbagliato e il vecchio con la barba esis....hem no aspetta non posso rovinare la magia.....mettiamo che il vecchio con la barba mi abbia ritenuto un bravo bambino e si sia sempre scordato di consegnarmi il regalo e che il caro babbo proprio quest'anno si sia deciso a portarmi il regalo di Natale, vuoi che entrando a casa mia ed estratte le 200 bombe a grappolo che ho chiesto (fatevi i fatti vostri) me le metta sotto un alberello piccino picciò? Non ci stanno fisicamente, come minimo mi sveglia e mi prende a sberle! No no non va se devo fare l'albero (e in futuro chissà) sarà un bel albero alto almeno un metro e ottanta con tanti addobbi per quest anno non faccio proprio niente (magari mosso a pietà per lo squallore il vecchio con la barba mi farà comunque un regalo).
E poi basta con sta storia che sono le cose a fare il Natale, come per tutti i fatti della vita sono le persone a fare il Natale e  se purtroppo quest anno mi perderò alcune tradizioni altre le sto mantenendo, divertirmi immezzo alla folla di acquirenti natalizi a trovare le coppie e le famiglie che sono sull'orlo del linciaggio perchè qualcuno ha costretto qualcunaltro a partecipare allo shopping ossessivo compulsivo,  guardarmi canto di Natale di topolino alla vigilia (possibilmente verso le 23.00), vedere la gente scivolare durante la prima neve, bermi uno zabaione al mattino di Natale (fa molto americano me ne rendo conto ma a me è sempre piaciuto lo zabaione), trovare del tempo per incontrarsi con gli amici (quest'anno non ne ho voglia, troppa gente nuova) e cose così.
Concludendo il discorso sul Natale: fate come me andate in ufficio sempre vestiti casual (t-shirt imbecilli fanno miracoli) e la gente vi seccherà meno perchè nel suo cervelletto valuta le vostre capacità in base ai vostri abiti (capi compresi anche se ben conoscono le vostre abilità), e se, come a me, vi piace la giacca e la cravatta mettetevela quando diavolo volete!

Have yourself a merry little Christmas;

Davide Neve